Contenuto principale

Messaggio di avviso

News dal CST

piccoli comuniIl Ministero dell’Interno ha pubblicato il riparto del fondo “3,5 mld.” per il ristoro delle perdite di gettito dei Comuni, delle Città metropolitane e delle Province e per l’esercizio delle rispettive funzioni fondamentali.

Enti Locali: arriva il Decreto con il riparto del fondo per le perdite di gettito.

Il riparto è definito sulla base della nota metodologica approvata dalla conferenza Stato-Città del 15 luglio scorso, pubblicata con decreto 16 luglio 2020 del Ministero dell’Interno.

Le risorse del fondo sono previste dall’articolo 106 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77.

Enti Locali: Decreto riguardante il fondo per le perdite di gettito

I mandati di pagamento in favore degli enti beneficiari sono in corso di emissione, al netto delle somme già erogate a titolo di acconto.

Le perdite di gettito risultano stimate escludendo, in questa fase, le entrate relative all’imposta di soggiorno. Questo dal momento che è intenzione del Governo ristorare queste specifiche perdite con ulteriori ed apposite risorse che saranno stanziate in un prossimo provvedimento, ad integrazione del ristoro parziale disposto dall’articolo 180 del decreto-legge n. 34 del 2020.

Le Unioni di Comuni e le Comunità montane, che registrano nel 2019 entrate proprie, sono ricomprese tra gli enti del comparto comunale destinatari dell’assegnazione ex articolo 106. Si tratta di un’opportuna decisione del Tavolo di confronto, che rimedia alla mancata esplicita menzione di tali Enti nel testo dell’articolo 106.

Infine le Regioni Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta e le Province autonome di Bolzano e di Trento potranno, in base ai rispettivi statuti speciali, regolare autonomamente le assegnazioni spettanti a ciascuno dei Comuni ricadenti nel proprio territorio, sulla base di criteri che possono integrare e modificare lo schema di riparto.

 

prevenzione corruzioneL’Autorità nazionale anticorruzione ha constatato, nello svolgimento delle proprie funzioni istituzionali, la prassi di alcune amministrazioni di adottare misure informatiche per impedire ai motori di ricerca web di indicizzare le pagine della sezione Amministrazione trasparente.

Indicizzazione pagine di Amministrazione trasparente

L’Anac ha richiamano le amministrazioni e gli Organismi Indipendenti di Valutazione al puntuale rispetto della normativa. Rispetto che vale anche in materia di apertura dei dati e di indicizzazione delle pagine contenute nella sezione Amministrazione trasparente.

Questo perché l’utilizzo di filtri o soluzioni similari che impediscono la ricercabilità ed il riutilizzo delle informazioni, è chiaramente contrario al perseguimento degli obiettivi generali della trasparenza amministrativa.

Il compito di vigilanza spetta a OIV ed amministrazioni proprio in quanto soggetti competenti ad attestare l’avvenuta pubblicazione dei dati.

La disponibilità dei dati in formato aperto è strettamente funzionale

  • non solo alla facilità di consultazione e riutilizzabilità
  • ma anche alla indicizzazione degli stessi

considerato il fatto che i dati pubblicati in formato non aperto ne impediscono la rintracciabilità tramite motori di ricercaweb.

Dati personali

In particolare, gli obblighi di pubblicazione dei dati personali diversi dai dati sensibili e giudiziari comportano la possibilità di una diffusione dei medesimi attraverso siti istituzionali.

Il loro trattamento segue modalità che ne consentono la indicizzazione e la rintracciabilità tramite i motori di ricerca web e il loro riutilizzo. Va sempre tuttavia considerato il rispetto dei principi sul trattamento dei dati personali.

In base alla normativa sopra richiamata vigono le regole generali dell’apertura dei dati e dell’indicizzazione delle pagine dell’Amministrazione Trasparente. Ad eccezione di taluni specifici accorgimenti da adottare in relazione alla pubblicazione di atti e documenti contenenti dati personali.

Come già detto, resta fermo il divieto di porre filtri alla loro rintracciabilità tramite motori di ricerca.

Tali regole sono strettamente connesse alla realizzazione della piena trasparenza amministrativa (che deve essere adottata anche nel settore dei Rifiuti) e alla effettiva disponibilità e riutilizzabilità dei dati pubblicati.

A questo link il testo completo della nota dell’ANAC.

 

digitalizzazioneSul sito di Agenda Digitale Giovanni Manca approfondisce l'impatto del Decreto Semplificazione 2020 che modifica il Codice dell'amministrazione digitale con impatti significativi sulla PA Digitale e scadenze fissate a febbraio del 2021. Tra le novità, nuove regole per i conservatori di documenti informatici.

Le modifiche apportate al Codice dell’amministrazione digitale (Cad) a seguito della emanazione del decreto legge semplificazione in vigore dal 17 luglio 2020 impattano fortemente sulla Pa digitale poiché, tra l'altro, hanno l'obiettivo di estendere la possibilità per i cittadini di utilizzare i servizi erogati in rete tramite la propria identità digitale.

Giovanni Manca approfondisce l'argomento su Agenda Digitale, sottolineando anche la sfida di rendere queste attuazioni applicabili entro la data predefinita del febbraio 2021. Quali sono gli strumenti attuativi vecchi e nuovi e quale la loro reale efficacia?

Tra le modifiche introdotte, inoltre, anche nuove regole per i conservatori di documenti informatici, per i quali non sarà più previsto l'accreditamento da parte di AgID. Su questo tema, la Commissione Europea aveva segnalato all'Italia la non conformità del regime attualmente in vigore, per cui si tratta di un intervento necessario a evitare la procedura di infrazione.


La sostanza delle modifiche si avrà solo dopo due provvedimenti attuativi in capo ad AgID.

 

spidTra le iniziative messe in atto per l'applicazione del Regolamento eIDAS che impone alle pubbliche amministrazioni europee di rendere accessibili i propri servizi tramite i sistemi pubblici d’identità digitale è stata realizzata una app gratuita, CIEid, grazie alla quale è possibile identificarsi in rete con la  Carta d’Identità Elettronica.

Il Regolamento eiDAS impone alle pubbliche amministrazioni europee di rendere accessibili i propri servizi tramite i sistemi pubblici d’identità digitale degli Stati Membri, fornendo una base normativa comune per interazioni elettroniche sicure fra cittadini, imprese e PA e incrementa la sicurezza e l’efficacia dei servizi elettronici e delle transazioni di e-business e commercio elettronico nell’Unione Europea.

Il percorso di adeguamento dei Paesi europei al Regolamento eiDAS in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari è quasi completato, ad oggi sono 23 gli Stati che si sono connessi al nodo eiDAS italiano.

Gli ultimi in ordine di tempo sono stati Portogallo, Finlandia e Croazia che si vanno così ad aggiungere agli altri già attivi: Austria, Danimarca, Regno Unito, Lussemburgo, Lettonia, Slovenia, Olanda, Slovacchia, Repubblica Ceca, Irlanda, Lituania, Malta, Spagna, Estonia, Svezia, Grecia, Cipro, Germania, Belgio e Norvegia.

Per promuovere la sua applicazione è stata realizzata dal Poligrafico e Zecca dello Stato Italiano una app gratuita, CIEid, grazie alla quale è possibile identificarsi in rete con la  Carta d’Identità Elettronica, è ora disponibile anche sull'Apple Store, oltre che per sistemi Android.

Scarica la app CIEid dal sito del Ministero dell'Interno.

 

gdpr1

 

La pubblica amministrazione non può pubblicare tutto e il parere del responsabile della protezione dei dati non è sufficiente. A precisarlo è il Garante per la protezione dei dati personali, con il provvedimento del 2 luglio 2020, n. 120.

LEGGI LA NOTIZIA

 

pagopa33Esaminando l’ultima bozza del DL Semplificazioni, inviata in bollinatura alla Ragioneria di Stato, emerge il fatto che la pubblica amministrazione dovrà “pensare in digitale”.

Le norme infatti intendono dare una spinta forte, attraverso regole chiare e scadenze da rispettare, alla trasformazione digitale del Paese.

La pubblica amministrazione deve però, tuttavia, avere il tempo di effettuare il switch-off al nuovo regime.

Per questo tra le novità del Decreto Semplificazioni un capitolo importante è dedicato anche alla proroga di PagoPA. Scopriamo di cosa si tratta.

In pratica la bozza del “Decreto Semplificazioni” contiene una proroga dal 30 giugno 2020 al 28 febbraio 2021 del termine a decorrere dal quale i pagamenti alle pubbliche amministrazioni devono essere effettuati dai prestatori di servizi di pagamento (PSP) esclusivamente attraverso PagoPA.

Le novità intervengono direttamente sulla procedura stabilita dal Decreto legislativo 13 dicembre 2017, n.17, che aveva fissato il termine del 30 giugno scorso.

Quindi questa la nuova tempistica: non più il termine di giugno (che era già comunque passato e per cui le pubbliche amministrazioni ancora si trovano in difficoltà).

Entro il 28 febbraio 2021 la Pubblica Amministrazione deve dunque avviare i progetti di trasformazione. Quindi per il momento le amministrazioni potranno non inserire i loro servizi nell’App “IO” in caso di impedimenti tecnologici accertati dalla società pubblica PagoPA.

Chi volesse può consultare la parte relativa a PagoPA nell’ultima bozza a questo link.

Tra le altre misure introdotte dal Decreto Semplificazioni ricordiamo che il termine del 28 febbraio 2021 è previsto anche per l’accesso a tutti i servizi digitali delle Pubblica Amministrazione esclusivamente tramite l’identità digitale SPID o la Carta d’identità elettronica.

PagoPA è un sistema di pagamenti elettronici realizzato per rendere più semplice, sicuro e trasparente qualsiasi pagamento verso la Pubblica Amministrazione.

Si possono effettuare i pagamenti direttamente sul sito o sull’applicazione mobile dell’Ente o attraverso i canali sia fisici che online di banche e altri Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP), come ad esempio:

  • Presso le agenzie della banca
  • Utilizzando l’home banking del PSP (riconoscibili dai loghi CBILL o pagoPA)
  • Presso gli sportelli ATM abilitati delle banche
  • Oppure presso i punti vendita di SISAL, Lottomatica e Banca 5
  • Infine presso gli Uffici Postali

Il sistema pagoPA è stato realizzato dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) in attuazione dell’articolo 5 del Codice dell’Amministrazione digitale e del D.L. 179/2012, come convertito in legge.

Il D.L. 135/2018 ha poi trasferito la gestione di pagoPA alla Presidenza del Consiglio che si avvale del Commissario straordinario per l’attuazione dell’agenda digitale ed inoltre ha disposto la costituzione di una società per azioni partecipata dallo Stato che opererà sotto l’indirizzo del Presidente del Consiglio.

 

bg sme1 3 thegem blog default buonaL’ultima revisione del Regolamento attuativo del Codice Appalti è stata ricevuta dal Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti. Una versione dunque ulteriormente rivista dalla Commissione degli Esperti incaricata della redazione del testo.

Il Regolamento attuativo dovrebbe sostituire l’attuale sistema lanciato nel 2016 con l’obiettivo, fallito, di snellire l’applicazione delle norme sui contratti pubblici.

In sintesi, l’obiettivo del nuovo Regolamento è indicato all’interno dell’articolo 216, comma 27-octies del Codice dei contratti ovvero il riordino delle disposizioni nelle seguenti materie:

  • nomina, ruolo e compiti del responsabile del procedimento
  • progettazione di lavori, servizi e forniture, e verifica del progetto
  • sistema di qualificazione e requisiti degli esecutori di lavori e dei contraenti generali
  • procedure di affidamento e realizzazione dei contratti di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie comunitarie
  • direzione dei lavori e dell’esecuzione
  • esecuzione dei contratti di lavori, servizi e forniture, contabilità, sospensioni e penali
  • collaudo e verifica di conformità
  • affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria e relativi requisiti degli operatori economici
  • lavori riguardanti i beni culturali

Si rende necessario specificare che nel frattempo il Codice Appalti è stato modificato dal decreto legge Semplificazioni. Pertanto potrebbe servire ancora un’ulteriore revisione e ciò farebbe slittare l’approvazione definitiva probabilmente al prossimo anno.

  • Testo completo ultima revisione del Regolamento.
  • Allegati al Regolamento.

 

UNC email truffaIl nuovo Decreto, diventato Legge 77/2020, prevede interventi per un valore di 55 miliardi di euro per limitare l’impatto economico dell’emergenza sanitaria su imprese, lavoratori con partite Iva, dipendenti, famiglie e terzo settore.

Tra i vari campi di intervento, tuttavia, trova uno spazio particolare la nuova disciplina per lo Smart Working.

La nuova normativa introduce in primo luogo la regola che per il 50% dei dipendenti della pubblica amministrazione con mansioni che possono essere svolte da casa lo smart working è prorogato fino al 31 dicembre.

Inoltre, dal 2021 ed entro la fine di ogni anno, ciascuna pubblica amministrazione elaborerà il piano organizzativo per il lavoro agile (Pola), che ha lo scopo di estendere fino al 60% la platea dei lavoratori del settore pubblico che potranno lavorare da casa.

Le ultime novità, infine, estenderebbero l’ambito di operatività dello Smart Working anche nei confronti del settore privato. Infatti sembra che il Ministero del Lavoro sia determinato a estendere anche per i lavoratori privati la possibilità di continuare a lavorare da casa. Ovviamente nel caso la tipologia di attività lo consenta.

Sono molte altre le informazioni del quale bisogna essere al corrente. Lo Smart Working, infatti, potrebbe diventare a prescindere una componente molto importante nella nostra vita professionale futura.

Per questo motivo Simone Chiarelli, dirigente di Pubblica Amministrazione locale ed esperto in questioni giuridiche di diritto amministrativo nei settori degli appalti, SUAP, e disciplina generale degli Enti locali, ha messo a disposizione un video che analizza tutte le novità sullo Smart Working.

 

Nuovo tesoriereLa sezione delle autonomie della Corte dei conti chiude il microcosmo normativo del dissesto: riconosciuta la piena e non limitata competenza dell’Osl al riconoscimento dei debiti fuori bilancio ai fini della formazione della massa passiva e del piano di rilevazione.

Con la recente deliberazione 12/2020/qmig, depositata appena il 20 luglio scorso, la Sezione delle Autonomie della Corte dei conti, pronunciandosi sulla questione di massima posta dalla Sezione regionale di controllo per la Campania con la deliberazione 57/2020/PAR, enuncia il seguente principio di diritto: “Per i debiti fuori bilancio rinvenienti da atti e fatti di gestione verificatisi entro il 31 dicembre precedente a quello dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, non assume carattere indefettibile la previa adozione della deliberazione consiliare di riconoscimento, spettando all’organo straordinario di liquidazione ogni valutazione sull’ammissibilità del debito alla massa passiva.”

Contenuti:

  1. Riconoscimento dei debiti fuori bilancio: il parere della Corte dei Conti
  2. I quesiti riformulati in un unico interrogativo
  3. Una rilettura della disciplina normativa
  4. Le disposizioni del Tuel rivisitate
  5. L’articolo 254 del Tuel
  6. Un “microsistema extra ordinem”
  7. Lo scopo della procedura di dissesto
  8. Conclusioni

 

archivio

Con la sentenza numero 10 del 2 aprile scorso, il Consiglio di Stato si è espresso su una controversia in materia di accesso agli atti della pubblica amministrazione, fornendo chiarimenti interpretativi sull’istituto dell’accesso generalizzato. Un editoriale a firma di Giulia Barrera su Il Mondo degli Archivi contestualizza il pronunciamento e ne presenta i contenuti.

 

Decreto Cura ItaliaIl testo approvato definitivamente e diventato legge è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, diventando la Legge dello Stato 77/2020.

Si prevedono interventi per un valore di 55 miliardi di euro per limitare l’impatto economico dell’emergenza sanitaria su imprese, lavoratori con partite Iva, dipendenti, famiglie e terzo settore.

Nella nota di lettura Anci-Ifel le principali norme di interesse per i Comuni.

In particolare, in materia di finanza locale si segnalano le seguenti disposizioni di maggior interesse:

  • Assegnazione di fondi a ristoro delle perdite di gettito da emergenza (articoli 106, 177, 180 e 181)
  • Proroga dei bilanci (articolo 106, comma 3-bis)
  • Proroga dei termini per alcuni adempimenti, affinché acquistino efficacia, dalla data di pubblicazione, le delibere e i regolamenti concernenti i tributi comunali diversi dall’imposta di soggiorno e dall’IRPEF (articolo 106, comma 3-bis)
  • Fondo per i comuni in stato di dissesto finanziario (articolo 106-bis)
  • Anticipazioni risorse Province e Città metropolitane (articolo 108)
  • Rinvio termini bilancio consolidato (articolo 110)
  • Fondo per i comuni ricadenti nei territori particolarmente danneggiati dall’emergenza sanitaria da COVID-19 (Province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza e altri territori interessati da ordinanze di chiusura regionali, articoli 112 e 112-bis)
  • Variazioni di bilancio in esercizio provvisorio a cura della giunta e esclusione rendicontazione contributi e trasferimenti ex articolo 158 Tuel (articolo 112-bis, comma 4)
  • Semplificazione rinegoziazione mutui (articolo 113)
  • Differimento dei termini per l’avvio lavori, oggetto dei contributi per interventi di messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale e per l’abbattimento delle barriere architettoniche (articolo 114)
  • Deroghe alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale (articolo 114-bis)
  • Liquidità a sostegno dei pagamenti dei debiti commerciali (articoli 115-116)
  • Assunzioni di personale enti in dissesto (articolo 118-bis)
  • infine Riduzione aliquote e tariffe degli enti territoriali in caso di pagamento mediante domiciliazione bancaria (articolo 118-ter)

Altre disposizioni riguardano: personale, Tpl, amministratori locali, scuola, sociale, procedimenti amministrativi, altre norme fiscali e finanziarie, misure economiche a sostegno dei lavoratori, salute e sicurezza, sostegno alle imprese e all’economia, aiuti all’economia, disabilità e famiglia.

 

agid

In occasione della pubblicazione da parte di AgID delle linee guida finalizzate a fare in modo che i beni e i servizi informatici acquistati dalle pubbliche amministrazioni rispondano a opportuni livelli di sicurezza, in un articolo di Agenda Digitale un'analisi di Francesco Porzio analizza i contenuti del documento che non vogliono essere solo meri consigli, ma parte delle regole tecniche e di indirizzo per l’attuazione del Codice dell’Amministrazione digitale previste dall’articolo 71.

Tra gli argomenti trattati:

  • Un manuale per la sicurezza del procurement
  • I contenuti delle Linee Guida
  • Le indicazioni per AgID
  • Le centrali di committenza

 

spid

Il Comune di Lecco ha riattivato il servizio in presenza del rilascio dello Spid per i cittadini di Lecco e del territorio provinciale.

Il servizio Comunicazione rilascerà lo Spid ogni mercoledì dalle 9 alle 12.30 solo a seguito di prenotazione e nel rispetto delle misure di prevenzione e sicurezza.

Per richiedere un appuntamento è possibile telefonare ai numeri 0341 481412 - 243 - 397 oppure scrivere una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

A breve sarà disponibile anche la prenotazione online sul portale dei servizi del cittadino, con userID e pw.

Per ulteriori informazioni

 

webinar

Martedì 14 luglio dalle 12:00 13:15 si svolgerà il webinar Erogare servizi online.

Descrizione

Il Codice dell’amministrazione digitale attribuisce a chiunque il diritto di fruire in forma digitale dei servizi erogati on-line dalle pubbliche amministrazioni. Al fine di garantire appieno l’esercizio di tale diritto il dipendente pubblico è chiamato a conoscere e applicare i princìpi guida e le principali piattaforme abilitanti (pagoPA, FatturaPA) a supporto dell’erogazione dei servizi on-line a cittadini e imprese, così come l’obbligo di consentire al cittadino di esprimere il proprio grado di soddisfazione in merito ai servizi fruiti.

Il webinar fa parte del ciclo di seminari online Competenze digitali PA – dal Syllabus alla formazione, che offre al personale pubblico l’opportunità di:

  • conoscere le competenze digitali definite a livello nazionale con il Syllabus
  • comprendere i motivi della loro rilevanza e necessaria diffusione in tutte le PA
  • ottenere informazioni utili su come affrontare il percorso per acquisirle

In questo webinar, in particolare, verranno illustrati i temi chiave della Competenza 4.2 Erogare servizi online, distribuiti nei tre livelli di padronanza previsti (base, intermedio e avanzato). Sarà inoltre presentata una esperienza di utilizzo degli strumenti di assessment grazie alla testimonianza di una delle amministrazioni che hanno aderito alla fase Pilota.

I webinar, che si svolgono ogni martedì a partire dal 12 maggio 2020, sono organizzati dal Dipartimento della funzione pubblica, in collaborazione con Formez PA nell'ambito del Progetto Supporto allo sviluppo delle Competenze digitali per la PA finanziato dal PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020 Asse 1 - Obiettivo specifico 1.3.

Programma

12:00 Apertura lavori, Roberta Chiappe (Formez PA)

12:05 La fase Pilota: l'esperienza di INPS, Camilla Delle Donne (INPS)

12:15 Erogare servizi online, Nello Iacono (Esperto di processi di innovazione)

13:15 Chiusura

Per iscriversi

La partecipazione al webinar è gratuita, previa iscrizione su Eventi PAhttp://eventipa.formez.it/node/260907

Per partecipare

Le informazioni per partecipare al webinar sono disponibili al seguente indirizzo: http://eventipa.formez.it/node/15041

cst3

L’ingegner Dario Strambini è il nuovo dirigente della Direzione organizzativa III Appalti e Contratti a cui fa capo il Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco.

Prende il posto dell’ingegner Angelo Valsecchi, chiamato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per un prestigioso incarico, a sua volta subentrato alla dottoressa Barbara Funghini che ha raggiunto il traguardo della pensione e ha dato la sua disponibilità a collaborare volontariamente con la Provincia di Lecco fino al 31 dicembre 2020 per completare alcune progettualità e pratiche in corso, in particolare la procedura di gara relativa al Project Financing del Cst.

download

Nell'ambito delle iniziative correlate al Progetto Interreg GIOCOnDa, la Provincia di Lecco ha partecipato all'evento on line Data Talks with women in "Dati Aperti”, svoltosi mercoledì 8 luglio, un approfondimento sugli open data quale occasione di diffusione della conoscenza degli open data in una panoramica di respiro europeo. 

All'evento, a cura di EU European Data Portal and Support Centre of Data Sharing SCDS, che opera nell'ambito della ricerca in materia di open data, condivisione dei dati e temi tecnologici complessi inerenti l'accesso e la distribuzione dei dati, ha partecipato come relatrice anche Francesca De Chiara di FBK, partner del Progetto Interreg GIOCOnDa.  

Di particolare interesse, fra i temi affrontati, l'importanza di una cultura open data diffusa e condivisa sia a livello europeo, sia nelle varie articolazioni amministrative dei diversi Stati e l'impatto che gli open data sono in grado di generare anche rispetto alla trasformazione digitale.

Il Portale europeo dei dati raccoglie e mette a disposizione dati e informazioni del settore pubblico disponibili su portali di enti pubblici di vari paesi europei.

Il progetto GIOCOnDa è co-finanziato dall’Unione europea, Fondo europeo di sviluppo regionale, dallo Stato italiano, dalla Confederazione elvetica e dai Cantoni nell’ambito del Programma di Cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera.

interregLa Provincia di Lecco partecipa in qualità di partner al Progetto Interreg GIOCOnDa  nato dall'interesse per le informazioni che le pubbliche amministrazioni possiedono, con lo scopo di valorizzare il patrimonio informativo pubblico favorendo la condivisione, l'interoperabilità e la diffusione dei dati al fine di rendere le informazioni aperte e fruibili.

Nell'ambito di questo Progetto l'Infopoint ha già realizzato un'attività per utilizzare in formato open, cioè modulabile e rielaborabile, un dataset con le informazioni relative alle strutture ricettive in provincia di Lecco, dal quale è possibile realizzare mappe e storie.

Villa Monastero sta lavorando nella stessa direzione per rendere più fruibili i dati sul numero dei visitatori.

Si tratta di due esempi relativi al turismo ma gli open data vengono applicati anche negli ambiti più diversi (es. fiere, veicolilavoro).

Per conoscere l'interesse e le esigenze degli utenti rispetto agli open data vi chiediamo di farci sapere la vostra opinione sugli open data compilando un breve questionario di rilevazione, che è aperto a tutti i cittadini, cliccando QUI.

 

Communicating 1024x853 1024x683

Il riconoscimento dell’importanza del digitale e la spinta ai fini della valorizzazione delle professioni, vecchie e nuove, dell’informazione e della comunicazione pubblica.

Questi i principali spunti sulla Riforma della comunicazione delle pubbliche amministrazioni forniti nel nuovo documento di indirizzo consegnato alla ministra Fabiana Dadone.

Ci sarà maggiore attenzione, di conseguenza, sulle competenze più innovative, il collegamento con le università e nondimeno il focus sullo smart working che impatta in maniera decisiva su chi è impegnato in questo specifico ramo delle Pa.

Queste sono alcune delle direttrici chiave su cui dovrà basarsi la tanto attesa riforma della legge 150 del 2000. Il testo dedicato alla comunicazione istituzionale da cui scaturirono, esattamente 20 anni fa, gli istituti del portavoce e dell’Ufficio stampa per l’informazione e dell’Urp per la comunicazione.

Il Gruppo di lavoro insediato presso la Funzione pubblica nel gennaio scorso e guidato da Sergio Talamo, direttore Comunicazione e relazioni esterne del FormezPA, ha consegnato al Ministro Fabiana Dadone il documento finale di indirizzo.

Il documento è frutto della discussione con stakeholder qualificati che vanno dall’Ordine dei giornalisti a Ferpi, dal Fnsi a ComPubblica e PASocial. Nonché dalle rappresentanze delle università e delle associazioni che fanno parte dell’Open government partnership fino a interlocutori istituzionali come Anci e Conferenza delle Regioni.

Così è intervenuta Fabiana Dadone sull’argomento: “La riforma della comunicazione pubblica e istituzionale che vogliamo impostare è attesa da molto tempo. E si innesta con un ruolo di primaria importanza in seno alla nostra strategia complessiva di apertura delle Pa ai cittadini. Nonché di centralità della persona nel rapporto con le amministrazioni. Una rivoluzione copernicana che non può non vedere la tecnologia e il digitale come strumento primario, leva e motore di un ribaltamento di prospettiva.

Un cambiamento profondo incoraggiato e governato da una multiformità di professionalità. Con nuove competenze sulle quali dobbiamo puntare in modo deciso, così da rendere la macchina dello Stato sempre più alleata del Paese”.

 

gdpr1

Il GDPR a due anni dall’entrata in vigore ha raggiunto la maggior parte degli obiettivi preposti, ma non ha ancora concretizzato interamente il proprio potenziale relativamente alle attività di enforcement: servono ulteriori progressi

A due anni dall’entrata in vigore del GDPR, il Regolamento ha dimostrato di saper rispondere adeguatamente a molte delle sfide poste dall’era digitale, ma non ha ancora realizzato appieno il proprio potenziale, soprattutto per quanto riguarda le attività di enforcement. Lo dice il bilancio della Commissione europea di fine giugno.

Indice degli argomenti

Conclusione

 

hacker

Il tavolo di lavoro promosso dal Nucleo per la sicurezza cibernetica-Nsc del Dipartimento informazioni per la sicurezza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ha diffuso le "Linee guida per la sicurezza nel procurement Ict".

Le indicazioni contenute nelle Linee guida sono rivolte sia alle Amministrazioni pubbliche che ai fornitori di beni e servizi informatici e stabiliscono obiettivi ad elevati standard di sicurezza, per le gare di acquisti di beni e sercvizi di Ict. Nelle pubbliche amministrazioni le linee guida sono rivolte a dirigenti, funzionari, responsabili delle gare pubbliche, responsabili della transizione al digitale, responsabili dell'organizzazione, pianificazione e sicurezza.

Gli obiettivi delle linee guida sono essenzialmente tre: illustrare in modo semplice la problematica della sicurezza nel procurement Ict; formalizzare definizioni e concetti legati alla sicurezza nel procurement Ict, rendendoli coerenti con la norma e con il contesto della Pubblica Amministrazione; presentare buone prassi, soluzioni già in uso, misure semplici da adottare (strumenti operativi, esempi pratici, riferimenti puntuali), per verificare il livello di sicurezza degli attuali processi di acquisizione ed eventualmente per migliorarne la qualità.